Tavola rotonda

L'Intelligenza Artificiale crea o distrugge lavoro?

11 Dicembre 2014 10:30-13:00
Aula Magna di Scienze, Università di Pisa
Largo B. Pontecorvo 3, Edificio E, Pisa, Italy

Tavola Rotonda del XIII Convegno AI*IA sull’Intelligenza Artificiale


Organizzazione

Modera: Luca De Biase, Nòva 24, Il Sole 24 Ore

Intervengono:
Amedeo Cesta, Presidente Associazione AI*IA “Panorama delle evoluzioni e applicazioni dell’IA
Nadia Neytcheva, Università Bocconi, “Impatti economici dell’IA
Dino Pedreschi, Università di Pisa, ”L'etica al tempo di Big Data e dei sistemi intelligenti
Federica Troni, Research Director Gartner, “Impatti delle Smart Technologies nelle aziende

Panel chair: Piero Poccianti, Consorzio MPS



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Tema della Tavola Rotonda

A Madrid, nel Giugno 1930, Keynes pronunciò un breve discorso nel quale si trovò a descrivere il clima depresso dell’epoca (che somiglia molto al nostro) al quale oppose subito una visione diversa: “ritengo che questa sia un’interpretazione estremamente errata di quanto sta accadendo. Quello di cui soffriamo non sono acciacchi della vecchiaia, ma disturbi di una crescita fatta di mutamenti troppo rapidi, e dolori di riassestamento da un periodo economico a un altro. L’efficienza tecnica è andata intensificandosi con un ritmo più rapido di quello con cui riusciamo a risolvere il problema dell’assorbimento della manodopera”.

“L’intelligenza Artificiale è abbastanza diversa dalle precedenti tecnologie di automazione in quanto porta a macchine capaci di eseguire a costi bassi la maggior parte dei compiti che attualmente richiedono o sono realizzati meglio dal lavoro umano. Gli uomini d’affari, in una economia di libero mercato, useranno queste tecnologie al posto del lavoro umano perchè questa sostituzione abbasserà i costi di produzione e, nello stesso tempo, aumenterà la qualità di beni e servizi prodotti. La conseguenza dell’utilizzo di macchine al posto persone per la produzione di beni e servizi sarà, naturalmente, la disoccupazione.
THE AI MAGAZINE Summer 1984. Nils J. Nilsson”

L’evoluzione di Internet con la possibilità di interconnettere cose e persone e l’evoluzione nel campo dell’intelligenza artificiale costituiscono due fenomeni sinergici destinati a cambiare radicalmente la società, il nostro modo di lavorare, vivere, imparare, interagire. Tutto ciò pone problemi sociali, etici ed economici, oltre che scientifici di cui dobbiamo occuparci.

Oggi gli sviluppi dell'Intelligenza Artificiale promettono di costruire sistemi software e robot capaci di eseguire compiti di una complessità sempre crescente, tale da eguagliare e superare le competenze dei singoli non solo per attività ripetitive e operazionali ma anche per quelle creative ed intellettuali. Sistemi avanzati che utilizzano metodi e tecnologie dell'Intelligenza Artificiale sono già ora utilizzati per la diagnosi medica, la selezione del personale, il monitoraggio di attività criminali, la valutazione del rischio di credito, la personalizzazione dei prodotti-servizi e delle offerte commerciali, l'assistenza clienti ed il CRM, la pianificazione ed il controllo di attività, le case e le città intelligenti, l'assistenza agli anziani, la comprensione dei fenomeni sociali, l'ottimizzazione delle risorse.

Abbiamo televisori capaci di rispondere a comandi vocali e di interpretare gesti, consolle di gioco che rilevano l'espressione del volto, smartphone che diventano veri e propri assistenti vocali, computer capaci di rispondere e gareggiare con successo a quiz televisivi complessi, automobili capaci di guidare da sole, e molto altro.

I progressi nell’Intelligenza Artificiale minacciano, in una prospettiva tra realtà e fantascienza, molti posti di lavoro, seppur ne creino, al contempo, di nuovi tipi.

Secondo Eric Brynjolfsson, professore della MIT Sloan School of Managemente, ed il suo collaboratore e coautore Andrew McAfee, con la progressiva adozione delle nuove tecnologie ci sono tristi prospettive per i lavoratori non solo nel comparto manifatturiero, nei servizi e nelle attività al dettaglio, ma anche nei settori legale, finanziario, educativo e medico.

L’economista Wassily Leontief vincitore del premio Nobel per l’economia nel 1973, direttore dell’istituto di analisi economica all’università di New York afferma che:

“ ..siamo all’inizio di un processo graduale per cui nei prossimi 30-40 anni molte persone saranno licenziate, creando massicci problemi di disoccupazione.
… nell’ultimo secolo c’è stato un problema analogo con i cavalli. Sono diventati superflui con l’avvento dei trattori, automobili e camion. Quello che è successo ai cavalli potrebbe succedere agli uomini, a meno che i governi non ridistribuiscano i frutti delle nuove tecnologie.
(Leontief, 1983) ”

Anche se la maggior parte delle nuove tecnologie non sono pensate per sostituire interamente l’uomo con le sue capacità creative e con le sue possibilità di reagire ad eventi non catalogati, è indubbio che l’affiancamento di strumenti di supporto alla conoscenza e alla decisione, robot sempre più autonomi, programmi in grado di eseguire compiti intellettualmente elevati aumentano la produttività rendendo possibile diminuire la forza lavoro necessaria a realizzare un’unità di prodotto.

L’abbiamo già visto: nel tempo abbiamo assistito ad una serie di rivoluzioni tecnologiche che hanno progressivamente trasformato il modo di produrre beni e servizi: dall’agricoltura all’industria al terziario.

I lavoratori si sono trovati in crisi temporanee che hanno portato a spostamenti di mano d’opera da un settore all’altro: crisi di breve periodo che sono state superate attraverso la riqualificazione della forza lavoro (non indolori, ma passeggere).

La crisi attuale potrebbe essere diversa, più estesa, con minori margini di spostamento verso altri settori.

Le macchine oggi sono in grado di apprendere ed affinare i propri comportamenti in modo autonomo sulla base dell’esperienza, attingendo da vaste e variegate sorgenti di fatti (big data) e conoscenze condivise/prodotte da umani e applicazioni.

Kenneth Brant, capo dei ricercatori di Gartner, ha dichiarato, durante una conferenza nell’ottobre scorso, che “la distruzione di lavoro avverrà con un ritmo più rapido di quanto possiamo aspettarci, e che la sostituzione di uomini con macchine supererà la capacità del mercato di creare nuova occupazione alternativa”. La tavola rotonda intende coprire il tema “L'intelligenza Artificiale crea o distrugge il lavoro?” da molteplici prospettive, sia informatiche e ingegneristiche che sociologiche, economiche e politiche.


Partecipazione

La tavola rotonda è un evento pubblico. La partecipazione è libera.


Bibliografia